Anatre Selvagge

traversatori e cimentisti

Occhi nuovi: primo cimento e cena al buio

28 gennaio 2016
Cimento d’la merla, Orta San Giulio

Come un rito antico che sfrutta la forza degli elementi della natura, il battesimo anatresco è tanto intenso quanto celere.
Non c’è lucidità completa tra il salto dal pontile ed il momento in cui ci rimettiamo i calzini. Dopo il tuffo, il corpo si sveglia immerso in qualcosa di istintivamente inospitale, e le bracciate verso la riva sono veloci e spontanee. Riemergo, guardo l’asciugamano, sento qualcuno che dice “Adesso o mai più”, e allora provo ancora al mio corpo che non è governato da una mente razionale staccando una seconda volta i piedi dal pontile.

tuffo-merla

Urca quant’è scomodo questo secondo tuffo! Questa volta l’acqua mi stordisce. Ma ora in acqua ci sono anche le altre Anatre: giusto il tempo di una foto e via verso il punch!
Mentre mi chiedo dove abbiamo lasciato le nostre dita dei piedi (probabilmente sono diventate dei cubetti di ghiaccio sul fondo del lago) mi godo la sensazione degna di un mon-chéri: dentro sono fuoco, fuori sono neve.

Inizia così la giornata ad Orta, scenario di numerose scoperte.

Dopo aver rifocillato lo stomaco che l’adrenalina aveva affamato, passiamo dal panorama del ristorante “Il Pozzo” a quello di Pratolungo.
Ci stava infatti aspettando lì Giordano per mostrarci quella che vorremmo fosse la nuova sede delle Anatre Selvagge: la sua casa sull’albero è davvero un gioiellino della falegnameria ed il calore che racchiude la cura nell’arredarla ha subito scatenato la fantasia delle Anatre in visita.

casa-jordan-nick

Ma stasera Orta freme anche per un altro evento mondano: Kikki Scazzosi ha radunato i migliori camerieri e il miglior chef per offrirci una grande cena al buio.
Il salone dell’oratorio si fa sala da pranzo, le nostre voci diventano i nostri volti ed eliminiamo la vista dai nostri sensi.
Le portate si susseguono nel buio totale, proviamo ad indovinare cosa stiamo assaggiando ma alla fine scopriremo che avevamo capito poco di tutti quei gusti. L’antipasto è facile per chi come me è alle prime armi, perché possiamo tastarlo e avvicinarlo alla bocca con le mani. Accogliamo il primo con l’introduzione della forchetta, con personale soddisfazione nel rendersi conto che in fondo meritiamo l’etichetta di homo sapiens.
Quando i camerieri ci servono il dolce con degli starlight luminosi ai polsi, tutto comincia a prendere la forma che siamo abituati a dare agli spazi: ritorniamo alla percezione consueta e per chi aveva patito il buio ritorna la calma, per chi aveva goduto dell’assenza di luce arriva lentamente la fine di un bel divertimento.
Abbiamo infatti giocato con il tono di voce (urlando all’inizio per sopperire alla mancanza del nostro senso predominante, bisbigliando per parlare all’orecchio del vicino per non farsi percepire dagli altri), ci siamo immaginati i volti delle voci che non conoscevamo (che sorpresa vedere poi le aspettative totalmente disattese!), abbiamo scherzato con tutti quelli che riuscivamo a raggiungere con le mani o con il suono. Ma soprattutto abbiamo sperimentato la difficoltà della gestione di azioni quotidiane in una situazione per noi totalmente insolita.

Francesco, uno dei cinque camerieri, tutti non vedenti o ipovedenti, ci ha consigliato di non sentirci immersi nei panni di una persona che non può vedere, ma di vivere questa avventura alternativa come un tassello del nostro bagaglio esperienziale. Le sensazioni durante la cena si sono susseguite in modo inaspettato e talvolta contrastanti.
Tra commensali i commenti sono assolutamente disparati, ma lo stupore nella nostra percezione dei movimenti dei camerieri è stato univoco. Per tutta la cena, infatti, noi ci siamo affidati loro, sentendoli sicuri e tranquilli. Quando poi è tornata la luce, siamo stati noi vedenti ad aiutarli in alcuni gesti.

Si è conclusa così quest’intensissima giornata sul lago d’Orta, cullata dalle riflessioni sulla complementarietà di ogni essere umano con i propri simili.

anatroccola Stefania Frola

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Questa voce è stata pubblicata il 30 gennaio 2017 da in articolo con tag , , , , .
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