Anatre Selvagge

traversatori e cimentisti

Operazione “Revenge Bragadin” – 1

Operazione “Revenge Bragadin”:
MISSIONE COMPIUTA

DAY 1
L’idea di portare la cultura dell’anatrismo nelle acque dell’estremo levante del Mediterraneo ci è venuta verso agosto, ha avuto una gestazione difficile, ma alla fine si è tramutata in realtà. L’occasione ci si è presentata grazie alla ferrea volontà dell’anatra Denis, il quale volendo partecipare alla gara cipriota del circuito OceanMan ha molto insistito affinché un manipolo anatresco lo accompagnasse sull’isola di Venere. Dopo qualche resistenza, infine, la sua grande capacità di persuasione ha avuto la meglio: Mabel, Luca, Marida, Lory, Michele, Stefano ed il sottoscritto abbiamo deciso di seguirlo in questa impresa… col solo problema che… non c’era più nessuno da seguire poiché il povero Denis, alla fine, non è riuscito ad unirsi al gruppo.
In ogni caso, dopo settimane di organizzazione, di prenotazione di alloggi, noleggio di auto, iscrizioni alla gara, acquisto di biglietti aerei e soprattutto di allenamenti, il giorno venerdì 8 novembre 2019 tutto è pronto e la spedizione Anatresca si ritrova a Malpensa per partire. Ecco quindi la formazione:
Marida (mediatrice culturale),
Lory (reparto logistico),
Mabel, Luca, Stefano, Giorgio (nuotatori),
Michele (nuotatore con tosse).
Ci ritroviamo al Terminal 1 dell’aeroporto, dove abbiamo la lieta sorpresa di trovare l’amico felino-palmato Max, altrimenti detto Maaakse, a farci da comitato di saluto individuale e soprattutto a scattarci la foto che ci immortala alle soglie del check-in.

Ormai tutto è pronto: bagagli, Tricolore, pacchi di pasta… nulla manca… e allora via, che si sorvoli il Mare Nostrum, per ritornar a far sventolare italici vessilli laddove già il Leone di San Marco stendeva la sua Serenissima ombra. E allora si vada fieri all’imbarco.

Potrà sembrare un po’ sopra le righe intitolare al povero Marcantonio Bragadin la partecipazione ad una gara di nuoto, e probabilmente lo è, ma nel nostro piccolo, ci piaceva l’idea di riportare il Genius Italicus sull’isola che fu teatro del martirio del governatore veneziano, non per spirito di anacronistica rivalsa, ma per lanciare un monito a mai disperare sui destini immortali della Patria (cosa dicevo a proposito di andare sopra le righe?…).
Le cose andarono più o meno così: nel 1571 Famagosta era l’ultima piazzaforte cipriota ancora in mano a Venezia dopo che un imponente esercito ottomano (circa 100.000 uomini) aveva conquistato tutta l’isola. La fiera resistenza dei circa 7.000 difensori italici aveva per lunghi mesi messo in scacco gli attacchi turchi, ma quando era ormai chiaro che da Venezia non sarebbero più arrivati aiuti, il governatore Marcantonio Bragadin si decise ad intavolare trattative per una capitolazione onorevole della città. L’accordo fu trovato ed ai difensori veneziani fu promesso di poter lasciare l’isola incolumi, avendo avuto anche garanzie sul trattamento umano che i turchi entrando in città avrebbero riservato alla popolazione greco-ortodossa, ma… le cose andarono diversamente. Si dice che, indispettito dal contegno altezzoso tenuto dal Bragadin durante le trattative, il generale turco Lalà Mustafa Pasha lo fece arrestare, insieme a tutta la delegazione veneziana tra cui il comandante Astorre Baglioni ed altri ufficiali, i quali vennero trucidati per poi essere fatto scempio dei loro cadaveri. Bragadin dovette assistere a tutto questo per poi venire a sua volta torturato e scuoiato vivo… Come se non bastasse la pelle impagliata del governatore e le teste mozzate dei comandanti veneziani furono issate sul pennone della galea di Lalà Mustafa e portate in trionfo a Costantinopoli.

La barbara fine del governatore fece scalpore in tutta Europa. Soprattutto a Venezia, come era facilmente presumibile, non la presero molto bene, anzi…
E chi la fa l’aspetti: pochi mesi dopo, nella battaglia navale di Lepanto, le galee veneziane presero all’arrembaggio l’ammiraglia turca, la Sultana, e catturato il comandante della flotta Alì Pascia gli fu riservato lo stesso trattamento.

Erano tempi difficili quelli… ma tra un decollamento e un altro, anche noi siamo finalmente decollati, fortuna vuole che oggi questo verbo ha tutto un altro significato!
Breve scalo all’aeroporto di Atene, giusto il tempo necessario per Lory per far scattare qualche metal detector ai controlli (ci tiene, dice che se non fa squillare i sensori non le sembra di essere in viaggio), e poi nuovo imbarco alla volta di Larnaka-Cipro.

Ormai è notte quando atterriamo in terra cipriota e la prima sensazione percepita è il tepore del clima… siamo partiti in autunno e siamo arrivati in estate… mitico!!
Recuperati i bagagli, primo step: noleggio dell’auto. E qui ci siamo giocati il jolly di avere una prof di greco antico con la passione del greco moderno: Marida riesce ad interagire con l’impiegata dell’auto noleggio, per altro perfettamente in grado di parlare in inglese, ma vuoi mettere la soddisfazione di comunicare nella sua lingua madre!
Prese in carico le macchine eccoci di fronte alle prime difficoltà.
Tutta colpa del Congresso di Berlino del 1878… ebbene sì… ed in particolare di questi due signori.

Sono rispettivamente il ministro degli esteri britannico Robert Gascoyne-Cecil di Salisbury ed il sultano turco Abulhamid II. Costoro, mentre le grandi potenze europee si spartivano mezzo mondo, hanno avuto la brillante idea di far sì che Cipro passasse dal domino turco ad un’amministrazione fiduciaria britannica. Amministrazione che poi divenne, a causa della I Guerra Mondiale, una occupazione coloniale bella e buona che è durata fino al 1960.
E questo in tutta la sua drammaticità si è rivolto contro di noi; soprattutto contro Luca e me medesimo, in quanto a noi due è spettato l’incarico di guidare i due veicoli. Tra tutto quello che i Ciprioti potevano ricevere in eredità dal dominio britannico, efficienza amministrativa, welfare evoluto, liberalismo, spirito d’impresa… cosa si sono tenuti? La fottuta guida a destra!!!
Per cui, dopo ore di viaggio in aereo, eccoci alla guida di una Nissan Note (Luca) ed una Kia Seltos (io), di notte, dovendo innaturalmente tenere la sinistra, seguendo indicazioni in greco, su un’autostrada straniera, per altro intrisa di autovelox, nel tentativo di raggiungere Limassol sede del nostro alloggio, ma soprattutto sede della OceanMan Cyprus 2019.
Oltre ogni più rosea previsione, riusciamo a raggiungere Limassol, perfettamente nei tempi previsti, senza fare frontali e tutto sommato con il morale abbastanza alto.
Gli appartamenti prenotati nel residence Polixenia si rivelano essere decorosi, spaziosi, dotati dei comfort essenziali: cucina, frigo, TV. Insomma siamo caduti in piedi.
In tutto questo Michele tossisce…

DAY 2
Sabato 9 novembre, svegliati di buon ora, senza frapporre indugio alcuno, dopo una lauta colazione alla Bakery vicino all’albergo, con zaino affardellato in spalla, si va alla volta del Resort St. Raphael, luogo dove l’organizzazione OceanMan ha fatto base per il ritiro pacchi gara e dove, nello specchio di mare antistante, vi è il campo gara stesso.

Dopo una passeggiatina di qualche chilometro sul lungo mare di Limassol arriviamo al resort.

Il Resort St. Raphael è l’esempio classico di come si sta sviluppando la ricettività turistica in questa parte di isola. Strutture enormi, sorte a poche decine di metri dal mare, ricche di lussi forse anche eccessivi, spazi esterni ed interni enormi: ci abbiamo messo un quarto d’ora a trovare i bagni e quaranta minuti a trovare il luogo della consegna dei pacchi gara, ma alla fine tanta caparbietà è stata ripagata: pacchi gara ritirati e pipì fatta. Chi l’ha dura la vince…

Dopo di che, scesi in spiaggia, abbiamo preso confidenza con il campo gara che il giorno dopo ci vedrà impegnati…

Acqua 24 gradi, temperatura esterna 29. Estate… piena estate! Ma ciò nonostante Michele continua a tossire…

Dopo tutto questo non ci è rimasto che onorare l’ospitalità cipriota nella modalità che meglio incarna il più puro spirito anatresco:

…e dopo aver mangiato, mangiato e ben bevuto, non ci resta che tornare verso il centro città.

Prendiamo un comodo autobus di linea ed arriviamo al centro di Limassol.
Dopo la divisione forzata dell’isola a metà degli anni ’70, di cui si farà ampio cenno più avanti, Limassol è divenuta il porto commerciale principale di Cipro, a discapito di Famagosta che, rimasta nel settore turco, a causa dell’embargo che l’ONU ha imposto alla Repubblica turco cipriota, ha conosciuto una inevitabile decadenza. Cipro fa parte dell’UE, è nell’area Euro, ma è massiccia la presenza russa sull’isola: lo si riscontra nelle insegne di molti negozi scritte in cirillico, dalla presenza di molti russi, e si dice che la grande espansione edilizia che sta stravolgendo le skyline delle città cipriote sia da addebitarsi agli investimenti di capitali russi (a pensar male si potrebbe parlare di speculazione, ma si è mai vista un’Anatra Selvaggia pensar male? Giammai).

Giriamo per la città, vediamo il porto turistico e tutto ci dà l’impressione che Limassol sia una città vivace, dinamica, dove il benessere è tangibile. A prima vista… poi sicuramente avranno anche le loro beghe…
Torniamo verso casa, domani c’è la gara… e dobbiamo fare carbon-loading estremo, ma siamo preparati: come detto ci siamo portati una dotazione di italici spaghetti atti alla bisogna, per cui fatta la doccia, messa su l’acqua, sale, sugo… Maccarone me hai provocato?… e siamo pronti!
Mabel, Luca, Stefano e Giorgio con sguardo fiero rivolgono lo sguardo verso l’agone pelagico che li vedrà incrociare le braccia con decine di altri nuotatori, provenienti da ben 29 paesi…
Peccato quella fastidiosa tosse che tormenta il nostro Michele…

DAY 3
Sveglia all’alba, si preparano gli zaini con tutto il necessario, colazione nutriente e si parte. Questa volta, per non dissipare preziose energie, raggiungiamo il campo gara con la macchina: Mabel, Lory, Luca, Stefano ed io a bordo della Note ci dirigiamo verso il Resort St. Raphael, mentre Marida e Michele si attardano a casa, essendo la gara sui 2 km a cui Michele si è iscritto prevista per le 12.00. Riuscirà Michele entro quell’ora ad avere la meglio sulla fastidiosa e persistente tosse che da giorni lo affligge?

– fine prima parte –
…continua…

Un commento su “Operazione “Revenge Bragadin” – 1

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Questa voce è stata pubblicata il 2 dicembre 2019 da in articolo con tag , , , .
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