Anatre Selvagge

traversatori e cimentisti

Operazione “Revenge Bragadin” – 2

…continua…

DAY 3
Sveglia all’alba, si preparano gli zaini con tutto il necessario, colazione nutriente e si parte. Questa volta, per non dissipare preziose energie, raggiungiamo il campo gara con la macchina: Mabel, Lory, Luca, Stefano ed io a bordo della Note ci dirigiamo verso il Resort St. Raphael, mentre Marida e Michele si attardano a casa, essendo la gara sui 2 km a cui Michele si è iscritto prevista per le 12.00. Riuscirà Michele entro quell’ora ad avere la meglio sulla fastidiosa e persistente tosse che da giorni lo affligge?
Arriviamo al resort; ad accoglierci, già presenti in loco diversi gruppi di nuotatori, per lo più ukraini, che hanno di già allestito le loro “basi” sulla spiaggia. È tempo quindi che anche noi si pianti sulla rena cirpiota il Tricolore d’Italia…

Sensibili al richiamo del VerdeBiancoRosso altri tre compatrioti, Marco, Alessio e Cesare, si uniscono a noi sotto i vessilli anatreschi, benché in patria siano affiliati alla compagine Trentiniana degli Swimmer Inside, ma certe distinzioni di fronte allo straniero non hanno ragion d’essere e quindi, stretti a coorte, ci prepariamo all’agone pelagico.
Ci prepariamo: l’organizzazione vieta l’uso delle mute, che rimangono quindi piegate negli zaini. E pensare che per portarcele a Cipro abbiamo anche imbarcato sull’aereo un bagaglio in più! E, ironia della sorte, sia Michele che Stefano l’hanno comprata per l’occasione. A ciò Stefano reagisce con una repentina regressione infantile giocando con le formine sulla sabbia, Michele invece tossendo.

Ci cospargiamo quindi il corpo di vaselina al fine di offrire il minor attrito possibile alla tensione superficiale dell’acqua e quando siamo sufficientemente unti raggiungiamo la start line.
Tutto è pronto… Conto alla rovescia… Sirena e via! Tra lo sciabordio dell’acqua attiviamo i nostri orologi GPS e prima del tuffo corriamo sul bagnasciuga, che in questa parte di costa cipriota è largo come un campo da rugby, corriamo con falcate sempre più goffe alzando le ginocchia sulla superficie del mare e quando finalmente l’acqua ci arriva alla vita iniziamo a nuotare.

All’inizio è la solita bagarre: piedi in faccia, manate sulla testa, un po’ prese, un po’ date, fino ad arrivare alla prima boa, dopo di che si vira per affrontare il primo dei due lati lunghi di gara, quello di andata. Il percorso è molto semplice, non ci sono rotte o traiettorie da interpretare, non c’è che da andare dritti fino alla boa di virata, a circa 2 km di gara, fare il lato corto, altra boa di virata e turnà indré; il classico rettangolone “anda-e-rianda”.

Ora, diciamoci la verità, il campo di gara non è eccezionale: non ci sono gran paesaggi da ammirare, al confronto con una Swimtheisland bergeggina o anche una Pella-Orta cusiana non c’è partita, ma in ogni caso la gara scorre bene, il percorso, nonostante -come detto- sia facile è anche ben segnalato, ci sono molte boe a far da riferimento, l’acqua è molto salata, poco piacevole al gusto, ma il galleggiamento che ne deriva compensa l’assenza della muta, siamo completante circondati da slavi, la temperatura è buona… insomma, arriviamo tutti al traguardo con gran dignità.

Del gruppo Anatresco-Inside i primi ad arrivare sono Marco (per la gioia del Trentin) e Cesare, rispettivamente con il crono di 1h21’17” e 1h24’28”, poi le Anatre con Luca 1h27’17”, Giorgio (che poi sono io) 1h29’23”, una grande Mabel a 1h32’49”, ancora Inside con Alessio a 1h33’42” ed infine Stefano a… sull’arrivo al traguardo di Stefano ci si potrebbe scrivere una delle più belle pagine, non propriamente di sport, ma sicuramente di involontaria comicità…

Giunge all’arrivo con serafica tranquillità quando, a pochi metri dalla spiaggia e soprattutto con pochi centimetri di profondità d’acqua a disposizione, si prodiga in una serie di bracciate a delfino, che provocano molta schiuma e molta ilarità fra gli astanti, ma non è finita… si alza finalmente in piedi per passeggiare amabilmente, al ché gli si fa notare che il traguardo dista ancora una decina di metri e altri concorrenti lo stanno superando. Cogliendo l’urgenza del momento il nostro scatta con insospettabile energia in una corsa spasmodica verso l’arco gonfiabile del traguardo, ma sarà una corsa assai breve… cedendo il sabbioso terreno sotto le sue falcate il buon Stefano rovina in avanti producendosi in goffe e ripetute capriole… applausi a scena aperta. Poi recuperando una certa dignità e riconquistando la postura eretta, supera finalmente il tappeto della rilevazione elettronica del chip e a questo punto paga la poca confidenza con gli strumenti cronometrici elettronici (si sa che misurazione del tempo e Ferrovie dello Stato sono concetti ossimorici, ed essendo lui ferroviere) e inizia a varcare il traguardo in un senso e nell’altro, mandando in confusione l’apparato di rilevazione crono, che infatti si rifiuterà di registrare il suo tempo… Ma per tutto questo, caro Stefano, non ti ringrazieremo mai abbastanza!

La gara è finita, nel nostro gruppo aleggia una aria di moderata soddisfazione: infatti i tempi di gara registrati sono coerenti con i pronostici della vigilia. Nessun exploit, ma nessuna debacle; va bene così. Si possono quindi iniziare i meritati giri di luppolo fermentato
Tra una birra e l’altra intanto, inesorabile, il tempo scorre… e le 12.00 si approssimano… Michele è di fronte alle sue scelte: chi vincerà? L’indomito spirito anatresco o la fastidiosa tosse?
I concorrenti della 2 km si stanno accingendo a partire, ma Michele è travolto dalla tempesta del dubbio: cosa farà… metterà a repentaglio la sua salute alla ricerca della gloria agonistica o alla fine vincerà la prudenza?
Risultato finale: Prudenza-Gloria: 1-0…
Michele lascerà a Cesare il compito di difendere l’italico ardore nella gara sprint dell’OceanMan Cyprus… Ma scopriremo presto che non sarà l’unico.
Attratta anch’essa dal Tricolore che orgogliosamente portiamo alla partenza della gara sprint accompagnando Cesare alias Michele, ci si approssima la simpatica Gaia, un’insegnante di greco originaria di Roma, che da anni vive a Nicosia, e tra una presentazione e l’altra scatta con Marida il sacro fuoco della comune passione per l’ellenismo, parte la gara, ma ormai siamo all’inizio di una grande amicizia…
Finisce anche la gara sprint. Cesare-Michele chiude con un 37’06”, che non lo soddisfa, ma non se ne fa un cruccio… tanto è Michele a risultare in classifica, tosse o non tosse.

Ormai la Oceanman Cyprus è finita, rimangono solo le premiazioni, Mabel con il 4 posto di categoria sfiora il podio, ma ci sarà modo di onorare lo stesso il Tricolore anatresco, in quanto la torinese Debora Lazzaro vincendo la sua categoria sui 5 km ed arrivando 3 in assoluto ci chiede di poter portare la nostra bandiera sul podio, ed ovviamente quel tricolore non è nostro ma di tutti coloro che hanno a cuore la gloria della Nazione, per cui sventola o Tricolor benigno il vento dolce la stagion… scusate mi son fatto prendere di nuovo.

Ed è giunto il tempo di lasciare la spiaggia del St. Raphael, la necessità del terzo tempo incombe su noi e seguendo le indicazioni della amica Gaia raggiungiamo la trattoria Old Limassol, caratteristico locale sul mare, specialità ovviamente pesce.
Raggiungiamo il ristorante, in effetti tutto ottimo, il pesce, la birra, la vista sul mare, in lontananza, illuminata dalla crepuscolare luce del sole tramontante si scorgono le linee della città di Limassol, una città portuale ed ad un tratto mi sembra di essere a Savona… non è Mare Nostrum a caso…

Ci congediamo da Gaia, dandoci appuntamento a Nicosia, tra qualche giorno.
E si torna a casa, ebbri di gloria e di stanchezza.

Arrivati a casa, ci siamo ricomposti, abbiamo messo via gli attrezzi del mestiere, tra cui le inutili mute, e dopo aver cenato abbiamo fatto il punto della situazione: ormai da nuotatori in acque libere siamo in procinto di trasformarci in turisti e dobbiamo scegliere cosa fare nei giorni prossimi.
Ecco il programma: visita agli scavi di Kourion, bagno alla spiaggia di Afrodite, pernotto ancora a Limassol, poi alla volta di Nicosia.

DAY 4
Smessi i panni degli atleti eccoci vestire quelli dei turisti con velleità intellettuali che ricercano nelle vestigia della cultura classica le più lontane radici della nostre origini ellenistico-latine-cristiane…

– fine seconda parte –
…continua…

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Questa voce è stata pubblicata il 6 dicembre 2019 da in articolo con tag , , , .
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